Domenico nuota e rompe il guscio dell’autismo

Domenico nuota e rompe il guscio dell’autismo

Un tredicenne autistico e le sue vittorie in piscina: «E’ come una lucciola quando si accende la luce». Il 2 aprile è la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Tante iniziative in Toscana

AREZZO – Fermo sul blocco, il tuffo, l’acqua che ti avvolge, l’apnea e poi via verso la vita, un centimetro per volta. Domenico ha tredici anni, una grande passione per la tecnologia, un sorriso intrigante e la medaglia dei Regionali Fisdir (Federazione italiana sport disabilità intellettiva relazionale) vinti a Napoli lo scorso anno nella propria categoria. Sì, perché Domenico è autistico: «Il pediatra — racconta la madre Raffaella, che lavora in Polizia — non l’ha diagnosticato, dai maschi ci si aspetta che siano pigri, che inizino a parlare più tardi. Poi, per caso, un amico di mio marito, sentendo Domenico al telefono, ci ha spinto ad approfondire e a Siena è arrivata la diagnosi definitiva».

Un nuovo cammino

È iniziato così un nuovo cammino, un percorso con l’insegnante di sostegno e quel senso di abbandono che vivono le famiglie con bambine e bambini autistici. Non vengono invitati ai compleanni, se ci vanno vengono guardati attraverso stereotipi duri a morire, difficile fare vacanze esistendo pochissime strutture «autism friendly». Ma Raffaella ha rifiutato di chiudersi in casa e, sull’esempio del marito Carmine che ha un passato sportivo, ha iniziato a portare Domenico in piscina già all’età di quattro anni, dove ha cominciato a lavorare con la Tma, Terapia multisistemica in acqua: «L’acqua — sottolinea Gabriele Lumachi, ventotto anni, istruttore di Tma e allenatore di Domenico — è un attivatore emozionale. Inizialmente seguiamo i ragazzi dentro la piscina perché devono imparare a relazionarsi con noi, con gli altri, a prendere dimestichezza con l’ambiente e a impararne le regole. Fare tutto questo in una piscina comunale, pubblica, significa inserire ragazzi con differenti difficoltà intellettive nel mondo reale. Quando, poi, hanno imparato a nuotare a stile libero, dorso e si fidano di noi li seguiamo dal bordo». Domenico ha provato pure il basket, ma è stato lui stesso a smettere, mentre adora il pattinaggio («mamma, libertà») e il karate.

L’istruttore di Domenico

«Quando fuori dalla scuola qualche coetaneo ha approcciato mio figlio in maniera fisica, Domenico è riuscito a gestire la situazione senza aggredire, si è semplicemente difeso». Ma è nel nuoto che dà il meglio di sé: «Da quando l’ho conosciuto — ricorda Gabriele — ha fatto grandissimi cambiamenti. È come se il suo guscio si fosse rotto e adesso è aperto al mondo, ha acquistato fiducia e autostima, è curioso, vuole conoscere l’altro e sa come affrontarlo. Nei 25 sl ha un tempo di 15,5”, ma è pronto per fare 14”». Il nuoto è anche competizione e se prima Domenico non sapeva nemmeno cosa fosse, oggi conosce il sapore della vittoria e quello della sconfitta e sa come reagire in entrambi i casi. L’agonismo, infatti, pretende che si acquisiscano nuove regole: si parte con il suono giusto, non ci si deve mai fermare e prima di uscire si deve aspettare che tutti abbiano finito la gara: «La prima volta che ha staccato gli avversari — afferma mamma Raffaella — Domenico si è trovato solo e si è girato per vedere dove erano gli altri. È come una lucciola cui ogni tanto si accende la luce. A scuola sta facendo passi da gigante e come paragone prende i suoi compagni di classe che chiama “i miei ragazzi”».

La sorellina più piccola

Nidia è la sorella più piccola che lo ama e lo difende, pur litigandoci come accade tra fratelli e sorelle, capace di anticipare momenti di criticità nei confronti di Domenico, una sensibilità affinata fin da piccola. Il 2 aprile ad Arezzo per la Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo (in programma tante iniziative in giro per la Toscana) ci sarà il campione olimpico di nuoto Massimiliano Rosolino, testimonial Tma. Perché come scrive Sergio Bambarén inLettera a mio figlio sulla felicità: «La sola battaglia che non puoi vincere è quella che non vuoi combattere». Durante l’iniziativa, chiamata «Pensa Positivo/Think Positive», ci sarà spazio anche per un incontro sul tema «L’autismo tra letteratura e cinema».

Articolo di Francesco Caremani

1 aprile 2015

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